Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. (Apocalisse 1:1-2)

 2026/02/16

235. Il Vangelo di Giovanni e il sacerdozio della Nuova Alleanza: Verso l'illuminazione I

Dal blog n. 232 abbiamo osservato come Gesù, attraverso il metodo speciale di Dio, cioè i temi del mangiare e del bere, della vita e del culto abbia guidato le persone. Questi rientrano già nel piano di Dio, come scritto nella Genesi: Dio creò l'essere umano maschio e femmina; alla donna affidò la partecipazione alla generazione della vita umana e all'uomo affidò il compito del sacerdozio. Dopo aver completato la creazione del cielo e della terra, Dio benedisse e santificò il settimo giorno, desiderando celebrarlo insieme agli esseri umani creati a sua immagine e somiglianza, disponendo che gli uomini Lo adorassero “in spirito e verità” (Gv 4,24). A questo scopo, Egli ha soffiato nell'uomo il soffio della vita, permettendogli di ricevere lo Spirito di Dio. Tuttavia, a causa dell'evento in cui i due mangiarono il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male, che Dio aveva proibito loro di mangiare, modificò il suo piano. Per tutta l'epoca dell'Antico Testamento, Egli scelse e chiamò un popolo, preparandolo al sacerdozio della Nuova Alleanza. 

Il Vangelo di Giovanni ha come tema centrale il sacerdozio della Nuova Alleanza. Di conseguenza, pone all'inizio una descrizione volta a ricordare ai lettori la creazione del cielo e della terra nella Genesi, suggerendo al contempo la natura trinitaria di Dio. Poi, Giovanni Battista, nato in una legittima famiglia sacerdotale, ha indirizzato l'attenzione del popolo verso lo Spirito Santo, ha testimoniato che Gesù, sul quale lo Spirito è rimasto, era il Figlio di Dio e ha profetizzato che Gesù era colui che avrebbe portato il sacerdozio della Nuova Alleanza. Inoltre, nei primi tre capitoli, vengono accennati termini associati al sacerdozio della Nuova Alleanza, tra cui l'Agnello di Dio, il battesimo, la confermazione, il sacerdozio della Nuova Alleanza, il Sangue e il Corpo, l'opera dello Spirito Santo, la missione e lo scopo di Gesù. Poi, nel capitolo 4, nella scena di Gesù e della Samaritana si celano principi fondamentali che coloro che ricevono il sacerdozio della Nuova Alleanza, così come la Chiesa che li riceve, devono riconoscere per salvaguardare e preservare questo sacerdozio. 

Sono cinque punti che sono emersi dal metodo di Dio, passando dal “tema del mangiare e del bere” al “tema della vita” e al “tema del culto”. La volta scorsa abbiamo riassunto questi cinque punti come segue. Il primo punto è che solo Dio, anche in una situazione in cui non vi è alcuna informazione disponibile, può prendere un’iniziativa intrinseca, che nasce dall’interno e precede ogni dato esterno. Il secondo punto è che non si possono accogliere pienamente le parole di Gesù senza una preparazione. Il terzo punto è che il sacerdozio della Nuova Alleanza consiste nel partecipare al frutto del lavoro degli altri. Il quarto punto è che la Parola è presente con coloro che annunciano Gesù. Il quinto punto è che Gesù è sempre presente nel flusso in cui le persone arrivano ad accettare e a credere in lui di propria iniziativa. Questi principi sono arrivati a noi, credenti di oggi, grazie al fatto che le decisioni prese dagli apostoli negli eventi successivi sono state registrate nel Nuovo Testamento. 

Gli Atti degli Apostoli raccontano che, dopo la discesa dello Spirito Santo, “In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove” (At 6,1). In quel tempo, gli apostoli - ormai dodici, a cui si era aggiunto Mattia, scelto come apostolo prima della discesa dello Spirito Santo - convocarono tutti i discepoli e dissero: “Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola” (6,2-4). Gli apostoli furono in grado di prendere questa decisione perché conoscevano e comprendevano i cinque punti che Gesù aveva insegnato loro attraverso il metodo di Dio. 

La questione della distribuzione quotidiana per quelli di lingua greca e quelli di lingua ebraica sarebbe stata risolta con la nomina di mediatori. Tuttavia, il problema delle vedove trascurate riguardava il primo e il secondo punto, quindi era impossibile affrontarlo in quel momento. In questa situazione, poiché Gesù aveva detto: “Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26), gli Apostoli devono essere stati richiamati dallo Spirito Santo sul primo punto - che solo Dio può usare un approccio che fa appello alla motivazione intrinseca in una situazione in cui non ci sono informazioni - e sul secondo punto - che non si possono ricevere pienamente le parole di Gesù senza una preparazione.

Così, gli Apostoli, che portavano il sacerdozio della Nuova Alleanza, si basarono sul terzo punto: partecipare al frutto del lavoro altrui, che avevano sperimentato nella scena con Gesù e la Samaritana. I dodici apostoli chiamarono a raccolta tutti i discepoli e dissero:“Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza. I sette uomini scelti ricevettero così un ruolo da svolgere nella stessa situazione che si era verificata con la Samaritana e i cittadini. In loro si realizza il quarto punto: come si vede in Stefano, che davanti al martirio rese una testimonianza potente al popolo, chi annuncia Gesù ha con sé la Parola (cfr. At 6,8-7,60). E, come si vede in Filippo, nel processo attraverso il quale una persona giunge spontaneamente ad accogliere e a credere in Gesù, si realizza così anche il quinto punto: Gesù è sempre presente e accompagna tale cammino (cfr. Gv 8,4-40). Queste cose sono accadute perché lo Spirito Santo, inviato nel nome di Gesù, li ha accompagnati.

In seguito, è scritto: “E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede” (At 6,7). Questo testimonia l'appropriatezza del giudizio degli Apostoli. Quindi, osservando gli Apostoli che hanno compreso questi cinque punti, vediamo che ciò che Gesù ha rivelato esplicitamente nel suo dialogo con la Samaritana è che i suoi discepoli diretti (gli Apostoli) e la donna e i cittadini avevano chiamate e ruoli diversi. Continueremo questa riflessione la prossima volta. 

Maria K. M.


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