2026/07/20
257. Il Vangelo di Giovanni e il sacerdozio della Nuova Alleanza: la realtà di Dio
L’uomo è stato creato per soggiogare la terra, dominare ogni essere vivente e adorare Dio in spirito e verità. Egli celebrerà per l’eternità, insieme a Dio, il giorno da Lui consacrato, sedendosi alla Sua mensa. Per questo, Dio ha donato all'uomo una spontaneità corporea, nella quale sono stati attribuiti potere, ricchezza e autorità affinché l’uomo potesse manifestare la «nostra immagine» (cfr. blog n. 252). Ha poi creato l'uomo perché questa spontaneità fosse collegata, mediante la «Parola (l’albero della vita) alla sua «spontaneità di Dio (l’alito di vita)» dell’uomo, che, attraverso la «conoscenza umana», rende manifesta la «nostra somiglianza». In questa condizione permanente, l'uomo può cooperare con lo Spirito Santo e, attraverso tale cooperazione, manifestare l'immagine e somiglianza di Dio. Per l’uomo, che nasce solo e solo muore, dotato di un corpo destinato a manifestare l'unica immagine di Dio, lo Spirito Santo, che collabora con lui affinché renda manifesta la somiglianza di Dio nella Trinità, è fin dall’inizio dell’esistenza umana il suo unico prossimo. Perciò, se viene formato a tale cooperazione, l'uomo può vivere per tutta la sua vita collaborando con lo Spirito Santo.
Ciò che l’«uomo» sperimentò collaborando con lo Spirito Santo quando era solo, come descritto nella Genesi, è stato tramandato anche a noi credenti di oggi. La descrizione che recita: «Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gn 2,15), ci ricorda che, collaborando con lo Spirito Santo, coltiviamo e custodiamo la nostra memoria. «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire» (2,16-17) significa che se si assimilano le «informazioni umane» senza discernimento, trasformandole nella propria «conoscenza umana», si finirà inevitabilmente per morire. «Certamente dovrai morire» significa perdere lo stato naturale dell’uomo e non poter più partecipare alla felicità suprema che è la collaborazione con lo Spirito Santo.
Il racconto secondo cui «in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome» (Gn 2,19) rappresenta proprio l’esperienza dell’uomo che collabora con lo Spirito Santo. Inoltre, il fatto che, tra tutti gli esseri viventi ai quali l'uomo aveva dato un nome, «non trovò un aiuto che gli corrispondesse» (2,20) indica che, come aiuto adatto all’uomo, è previsto l’incontro con un`altra persona che, allo stesso modo, sia formata a collaborare con lo Spirito Santo. Se ci manca questa comprensione, finiremo per assomigliare ad Adamo, al quale Dio disse: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?» (3,11). Infatti, una tale persona non è più in grado di comprendere il vero significato del fatto che non si sia realizzata in lei la parola «nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».
Il Signore Dio disse: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3,15). Così, prima che sorgesse l’«ostilità verso Dio», Dio stesso ha posto un'inimicizia, affinché fosse questa inimicizia da Lui stabilita ad agire per prima. Questo perché impedire che sorga l’«ostilità verso Dio» diventa un potente mezzo per arginare il peccato. Anche quando l’«ostilità verso Dio» dovesse superare l’«inimicizia che Dio ha posto» e rivolgersi verso il prossimo, l’effetto dell’«inimicizia che Dio ha posto» può talvolta ricondurre l’uomo a Dio. Inoltre, questa Parola ha determinato l’invio del Figlio nel mondo facendosi uomo. L'espressione «Questa ti schiaccerà la testa» significa che Gesù ha smascherato, in modo comprensibile per gli uomini, il fatto che ciò che viene chiamato «diavolo» o «Satana» sia in realtà «informazione umana». L'espressione «Tu le insidierai il calcagno» significa che, attraverso l’«informazione umana», il cammino di predicazione di Gesù è stato interrotto come segue, e indirizzato verso il compimento della salvezza sulla croce.
«Gesù riprese: "Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!"» (Gv 6,70) ⇒ «Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo» (13,2) ⇒ «Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: "Quello che vuoi fare, fallo presto"» (13,27).
Di conseguenza, l’inimicizia di Adamo verso Dio si rivolse alla moglie, sua vicina. Egli stesso le diede il nome di «Eva». Chiamandola con quel nome, la pose sotto il proprio dominio. L’uomo non può dominare il prossimo. Ogni creatura possiede una spontaneità che deriva da Dio. Pertanto, nel proprio comportamento, ha la libertà di seguire Dio. Ogni persona è stata creata per poter collaborare con lo Spirito Santo, indipendentemente dal potere, dalla ricchezza o dall’autorità di cui possa disporre. Adamo, svilì quella spontaneità con cui il prossimo obbediva a Dio e sottoponendolo al proprio dominio, così facendo, bestemmiò contro lo Spirito Santo, il vero prossimo che coopera con l’uomo.
«Scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita» (Gn 3,24). Gesù è stato mandato sulla terra proprio per salvare coloro che hanno bestemmiato lo Spirito Santo e per rivelare l’albero della vita.
Maria
K. M.







