2022/02/21
27. La prima illusione
Riferimenti: 1. questo blog #4
2022/02/21
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2022/01/24
Riferimento 1. questo blog #4, 2. Genesi 3:1, 3. Apocalisse 21:9-27
2026/08/24
Inoltre, le espressioni dei Salmi che uscivano dalle labbra dei re i quali avevano preso molte mogli, lasciandosi sviare il proprio cuore, e avevano accumulato per sé stessi grandi quantità di argento e oro invitavano il popolo, che non era riuscito a instaurare un rapporto padre-figlio con Dio, a gustare l’esperienza del giorno delle nozze. Col tempo, tra il popolo si diffuse l’abitudine di paragonare il rapporto tra Dio e il popolo a quello tra lo sposo (marito) e la sposa (moglie). Attratti da tali inclinazioni e assaporandole all’interno di quella finzione, l’uomo cade nell’illusione che quella sensazione sia qualcosa di altamente spirituale. Così, quando senza rendersene conto matura, nel rapporto con Dio un particolare senso di parità, i desideri propri dell’uomo, creato con l'immagine e somiglianza di Dio, si trasformano in desideri di livello superiore. Si tratta di bisogni quali il bisogno di appartenenza, il bisogno di riconoscimento e il bisogno di autorealizzazione, che talvolta si manifestano come desiderio di dominare e controllare il prossimo. Da ciò nascono conflitti incessanti. Non è un caso che, dopo il digiuno di quaranta giorni che Gesù osservò prima di iniziare la sua vita pubblica, Gesù sia stato tentato dal diavolo, il quale cercò di sedurlo citando i Salmi. Questo perché nei Salmi esiste anche una tale tendenza. Gesù, invece, rispose attingendo al libro di Mosè, il Deuteronomio (cfr. Mt 4,1-11).
Gesù è venuto nel mondo, facendosi uomo, portando con sé, dal Padre, il sacerdozio della Nuova Alleanza, per perdonare i peccati e portare a compimento la Legge. All’inizio della sua vita pubblica, dopo aver letto il libro di Isaia che gli era stato consegnato nella sinagoga, si rivelò chiaramente dicendo: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,21). E dopo la risurrezione, apparve ai discepoli in cammino verso Emmaus, «cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (24,27). In questo modo, Gesù utilizzò l’Antico Testamento «per rendere testimonianza di sé stesso», al fine di rivelare e portare a compimento il piano di Dio che si era sviluppato nel corso della lunga storia. Per questo Gesù disse: «Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita» (Gv 5,39-40). Gesù sta dicendo che, poiché egli è venuto, non c’è più bisogno di cercarlo nell’Antico Testamento.
Gesù disse: «Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità» (Gv 5,33). Con queste parole, ricordò loro che Giovanni Battista, nato in una famiglia di sacerdoti legittimi e che parlava come profeta, era per loro come una lampada che ardeva e risplendeva, e che essi si rallegravano della sua luce. Giovanni il Battista testimoniò che Gesù era l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, che lo Spirito Santo era disceso su di lui e che era colui che battezzava con lo Spirito Santo, nonché il Figlio di Dio (cfr. 1,29-34). Egli rese testimonianza alla verità. Gesù proseguì dicendo: «Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni» (5,36). La «testimonianza superiore a quella di Giovanni» era la testimonianza sulla vita che va oltre la verità, la testimonianza della vita che conduce al Padre, quando Gesù disse: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (14,6).
Le parole di Gesù sono la via che conduce all’«albero della vita», che Dio aveva chiuso nella Genesi. Attraverso la verità che è in esse contenuta, esse mettono l’uomo in comunione con l` «alito di vita» (Gn 2,7) che Dio gli aveva infuso in lui, lo risvegliano alla vita di Dio e lo rendono capace di vivere davanti a Dio. Esse fanno così rianimare la sfera dello spirito dell’uomo. Tutto ciò costituisce il mistero del Regno di Dio (il Regno dei Cieli) relativo alla vita eterna, che non si può comprendere se non si esamina il Nuovo Testamento. Pertanto, le parole della Genesi, secondo cui «Scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita» (Gn 3,24), trovano la loro realizzazione nella struttura del Nuovo Testamento. Anche oggi i quattro Vangeli, che custodiscono la parola di Gesù, che è la «via all'albero della vita», possono essere paragonati ai cherubini (cfr. Ap 4,6-8). Inoltre, gli insegnamenti contenuti negli Atti degli Apostoli e nelle varie epistole sono la «fiamma della spada guizzante». Infine, l’opera dei Salmi, che riempiva e affascinava la memoria del popolo dell’Antico Testamento, è stata sostituita dall’Apocalisse.
L’Apocalisse descrive come i vari libri del Nuovo Testamento siano collegati tra loro e svolgano una funzione unica, facendo penetrare nell’inconscio dei credenti – che ogni giorno li leggono e li ascoltano – quelle verità che la coscienza umana non è in grado di cogliere, trasformandole in conoscenza tacita e preparandoli a collaborare con lo Spirito Santo. Tutti i nuovi metodi di formazione introdotti dal Nuovo Testamento sono stati preparati da Gesù a costo della propria vita per i credenti e per lo Spirito Santo, inviato nel suo nome. Purtroppo noi credenti non sappiamo ancora sfruttare appieno questo tesoro. Anzi, continuiamo a cercare l’immagine di Gesù nell’Antico Testamento, che testimonia di Lui, e riponiamo piena fiducia nei Salmi. Pertanto, le seguenti parole che Gesù rivolse ai Giudei sono rivolte anche a noi, che non ci sforziamo di ottimizzare la nostra memoria per la nuova formazione del Nuovo Testamento.
«Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste» (Gv 5,41-43).
Maria
K. M.
2025/01/13
Il ricordo di San Francesco che si trova nei suoi scritti, così come la sua biografia, ci spingono ad avanzare nella fede con le verità in essi rivelate. Francesco fu profetizzato come un uomo i cui occhi guardavano aperti a Gesù in croce nel Crocifisso di San Damiano (cfr. blog № 174). Il fatto che abbia ricevuto le stimmate e che abbia incarnato le parole di Maria di Màgdala, “Io andrò a prenderlo”, e che abbia ricevuto il diaconato erano indizi cruciali per comprendere le vocazioni nella Chiesa.
“Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre” (Gv 20,17), disse Gesù a Maria di Màgdala perché era una donna. Era opportuno che l'evangelista Giovanni inserisse questa scena perché gli insegnamenti di Gesù Cristo sono stati accolti dai discepoli maschi e femmine su un piano di parità, permettendo loro di vivere la “vocazione di Gesù”, che, quindi, avrebbe potuto creare l'illusione che le donne dovessero ricevere il sacerdozio allo stesso modo degli uomini.
Maria di Màgdala, che stava accanto alla croce di Gesù ed era presente quando Gesù unì sua madre e il discepolo che amava in un legame genitore-figlio, divenne la testimone del fatto che gli Apostoli, che erano uomini, furono uniti al sacerdozio in un legame indiviso dalle parole di Gesù sulla croce. Inoltre, nella scena della sua risurrezione, testimoniò di avere la “vocazione di Gesù” dichiarando a Gesù risorto che avrebbe portato via il suo corpo. Allora Gesù disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre”. Queste parole avevano lo scopo di ammonire le donne che sarebbero state chiamate alla “vocazione di Gesù” dopo di lei a lasciare il loro attaccamento a Gesù, a rinunciare all'attaccamento al corpo di Cristo, che non era ancora salito al Padre, e a fare un passo verso lo Spirito Santo, in modo da non farsi illusioni sul sacerdozio.
Gesù continuò ordinando a Maria di Màgdala: “Ma va' dai miei fratelli e di' loro: 'Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro'” (Gv 20,17). Senza esitare, “andò ad annunciare ai discepoli: 'Ho visto il Signore!" e ciò che le aveva detto” (20,18). Questo preparò i discepoli, che avevano chiuso la porta della casa in cui si trovavano per paura dei Giudei, alla visita di Gesù.
Quella sera, avevano chiuso a chiave le porte della loro casa, ma Gesù venne e si fermò nel mezzo. E disse due volte: “La pace sia con voi”. Questo per dargli l'autorità di perdonare i peccati prima di mandarli in missione. Il Vangelo di Matteo dice: “Pietro gli rispose: 'Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò'. Lo stesso dissero tutti i discepoli” (Mt 26,35). Gli apostoli, a partire da Pietro, stavano testimoniando che non avrebbero mai abbandonato Gesù. Tuttavia, quando i discepoli videro la Passione di Gesù, fuggirono tutti e Pietro rinnegò tre volte Gesù, dicendo di non conoscerlo. Se ognuno di loro non perdona prima se stesso, non sarà in grado di testimoniare Gesù. In altre parole, non potranno andare in missione. Questo episodio è il terzo dei sette descritti nella scena della risurrezione del Signore nel Vangelo di Giovanni.
Nel quarto episodio, Gesù appare all'apostolo Tommaso, che non credeva alla venuta di Gesù risorto, e gli dice: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (Gv 20,27). Queste parole sono in contrasto con il suo ammonimento a Maria di Màgdala: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre”. Questo accadde perché Tommaso era uno degli apostoli legati al sacerdozio.
Gesù disse a Tommaso: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!“ (20,29), un sacerdote che deve toccare il pane e il vino appositamente preparati per essere il corpo di Cristo ha la benedizione di ”quelli che non hanno visto e hanno creduto”. L'evangelista Giovanni spiega, “Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (20,31). Sta dicendo che il sacerdote stesso, che eleva l'Eucaristia, e la comunità intorno all'altare con lui, devono credere e confessare che l'Eucaristia è “il Cristo, il Figlio di Dio” e ricevere la vita nel nome di Gesù.
Da continuare.